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IL VINO CHIANTI CLASSICO DOCG


Il Chianti è da sempre il vino toscano per antonamasia, un prodotto che ha reso famosa in tutto il mondo la sua regione di origine e che ancora oggi, pur nelle sue molteplici tipologie derivanti da zone produttive talvolta differenti, mantiene alto sui mercati internazionali il prestigio dell'enologia italiana. La prima delimitazione relativa al vino chianti risale al 1932 mentre la denominazione Di Origine controllata risale al 1967 e nel 1984 è stata riconosciuta la Denominazione di Origine Controllata e Garantita. La denominazione Chianti può essere integrata dalla specificazione "superiore" nonché dalle specificazioni geografiche "Colli Aretini", "Colli Fiorentini", Colli Senesi", "Colline Pisane", "Montalbano "Rufina" e "Montespertoli", corrispondenti alle rispettive sotto zone geografiche. La specificazione "Classico" è riservata ai vini della zona di origine più antica, ai quali viene attribuita una regolamentazione autonoma attraverso l'apposito disciplinare del "Chianti Classico" del 1996.

ZONA DI PRODUZIONE

Il Chianti viene prodotto in varie parti della Toscana che nel complesso formano la più grande regione vitivinicola italiana, che interessa in tutto o in parte oltre 100 comuni delle province di Arezzo, Firenze, Pisa, Pistoia, Prato e Siena. Per il Chianti Classico la zona di produzione corrisponde a quella delimitata con Decreto Ministeriale del 31 Luglio 1932 e comprende parte delle province di Firenze e Siena.

 

I VITIGNI

I vitigni fondamentali che concorrono alla formazione del vigneto chianti sono i seguenti: Sangiovese minimo 75% Canaiolo fino al 10% complementari a bacca rossa fino al 10%, per il chianti Classico il Trebbiano Toscano e la Malvasia Bianca son ammessi fino al 6% ed i vitigni complementari a bacca rossa fino al 15%. La resa massima di uva per ettaro per il chianti è di 90 quintali, per le sotto zone 80 quintali, escluso il Chianti Classico e il superiore per i quali la resa ettariale è di 75 quintali. il vino non può essere immesso al consumo anteriormente al 1° di marzo dell'annata successiva a quella di produzione delle uve, ad eccezione del Chianti Colli Fiorentini, Rufina e superiore, per i quali la data di immissione al consumo decorre dal 1° Giugno . La tipologia riserva deve essere sotto esposta ad invecchiamento di almeno 2 anni, a decorrere dal 1° Gennaio successivo all'annata di produzione delle uve, di almeno tre mesi di affinamento in bottiglia.
Il vino Chianti Classico può essere immesso al consumo solo a partire dal 1° Ottobre dell'anno successivo alla vendemmia. La riserva deve essere sottoposta ad almeno ventiquattro mesi di invecchiamento e ad un successivo affinamento in bottiglia di almeno tre mesi.

 

CARATTERISTICHE ORGANOLETTICHE

Le caratteristiche del vino chianti sono: colore rubino vivace, tendente al granato con l'invecchiamento; sapore armonico, asciutto, sapido leggermente tannico che si affina col tempo al morbido vellutato; il profumo intensamente vinoso talvolta con profumo di mammola e con più pronunciato carattere di finezza nella fase di invecchiamento.
La gradazione alcolica è di 11,5° , 12° per alcune sotto zone (Colli fiorentini, Rufina e Montespertoli) e per il Chianti Superiore e Chianti Classico, 12,5° per la riserva.

GASTRONOMIA

Il Chianti può essere consumato, per qualche tipologia, come vino giovane, fresco e gradevole al palato, ma è ben nota anche, per taluni zone, la vocazione ad un medio e lungo invecchiamento, con cui acquista profumi e sapori inconfondibili. Nella sua grande varietà il Chianti è vino per ogni occasione. In alcune zone si producono vini giovani adatti a "tutto pasto", nonché ai primi piatti con salse al ragù, lessi e umidi; in altre, vini più strutturati, di moderato invecchiamento, che ben si accompagnano al pollame e agli arrosti di carni bianche; infine, laddove si hanno vini di grande carattere, alcolicità ed invecchiamento, il loro accoppiamento più indicato sono gli arrosti, al selvaggina e i formaggi stagionati.